La lettura è un grande viaggio…

Dèsirée ZinnarelloArticoli, Riflessioni1 Commento

Se senti il peso del mondo gravarti sulle spalle, l’aria venir meno, il cielo è il limite che ti sovrasta, hai un nodo inestricabile alla gola e tu sei al fondo di un abisso o semplicemente vuoi colmare un vuoto che sa di solitudine, rifugiarti tra le pagine di un libro può essere una buona medicina.

Come scrive lo stesso Magris: “un libro aiuta a non pensare ed è questo che, nel profondo del cuore, ognuno di noi desidera più fortemente”; “la sensibilità, per esempio di chi ama leggere è la migliore maschera dell’egoismo”, afferma ancora, lo scrittore; egoismo di riservarsi un momento solo per se stessi e prendersi cura delle ferite.

“La lettura è un grande viaggio non come fonte di conoscenza di luoghi e di fatti ma come fonte di accrescimento della nostra umanità”. Il libro può esser perciò un compagno di viaggio o, forse, il viaggio stesso. Può farti vedere luoghi mai visti o inesistenti e allo stesso tempo farti credere che tutto sia raggiungibile, tutto sia possibile. Possibile come vivere mille vite in una sola o, come disse Umberto Eco, “esserci quando caino uccise Abele”.

Ti trasporta quindi in un’altra realtà e le uniche cose che puoi portare con te, in questa sorta di avventura, sono i tuoi sentimenti misti a speranze e sogni: per la realtà non vi è posto.

Rimani solo, tu ed il tuo “rifugio” da sfogliare.

Ma leggere non vuol dire solo viaggiare, ma anche vivere, sognare, riflettere, ridere, piangere, rabbrividire, crescere, imparare, sentirsi umani e compresi. Riscoprire se stessi. E perdendosi tra le sue righe… ritrovarsi.

I libri hanno il potere di stregarti tanto che non potrai dimenticarne alcune pagine ed alcuni insegnamenti.

Chi scopre, riconosce il valore e l’importanza di un libro, giallo o romanzo che sia, possiede una delle ricchezze più preziose, nonché un amico fedele. Esso non tradisce e, al contrario, sorprende, incanta, incatena a sé, a volte anche per tutta la vita. Tanto che quando finisci di leggerlo ti sembra di aver perso un confidente fidato. Non importa di che umore tu sia, esso saprà accoglierti, rilassarti e tirarti su.

E quante volte una bella storia ci ha tenuti svegli anche tutta la notte, curiosi di scoprirne il finale? E tante altre, nella nostra ricerca di distrazione finiamo per riconoscerci nei protagonisti e riflettere maggiormente su ciò da cui saremmo voluti scappare. E ritrovare all’improvviso le frasi più belle e desiderate, nonché un pezzo di te, riconoscerlo ed apprezzarlo.

C’è una specie di pretesa celata quando leggiamo un libro con l’intento di sentirci capiti. E’ strano come ci sentiamo costantemente così diversi l’uno dall’altro ma finiamo tutti nel riconoscerci nelle stesse frasi, convinti che esse parlino a noi o proprio di noi. Usando le parole di Magris: “trovare noi stessi fuori di noi, in un’altra esistenza”. Soli ed allo stesso tempo in compagnia. I libri spengono le differenze.

Ma c’è di più: la bellezza della storia sta nel poterla leggere e rileggerla sempre, certi del fatto che ogni volta avremo occhi diversi e ne trarremo nuovi aspetti dapprima ignorati o ancora nascosti. Ci emozioneremo ancora e sarà, comunque, un’emozione diversa e distinta dalle altre, in ogni caso avrà un altro gusto.

Basta chiudere gli occhi, scostarsi un passo per essere altro. Essere altrove.

I libri sono carta vetrata, ti levigano gli spigoli interiori, l’anima e i pensieri. Non penso sia un caso che il verbo “leggere” appaia omofono dell’aggettivo “leggere” che si addice perfettamente alle nostre anime nel mentre sfogliamo una dopo l’altra le pagine che, come le ciliegie, “una tira l’altra”.

E la stessa leggerezza la si può raggiungere scrivendo.

Nella solitudine della tua stanza finisci per scrivere parole su parole, parlando a te stesso e a tutti. Chiudersi ed aprirsi, discutere rimanendo zitti. Sfogarsi a bocca chiusa. “Uscire da se stessi per incontrare l’altro”. E come disse Calvino: “Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto”.

Scrivere riunisce due gioie: parlare da solo e parlare con la folla. Probabilmente la maggior parte delle volte non si sa di cosa si voglia parlare o raccontare ma la penna procede da sola fino a quando il cuore e la mente si saranno svuotati dal caos che li sovrastava, e incide parole di sfogo, amore, lacrime. Le rende indelebili ed eterne. E noi siamo tutte quelle parole e cancellature.

L’anima di chi scrive la si può ricercare nei suoi versi: lì c’è la parte più autentica e celata. Come il prigioniero di Istantanee che scrive per mettere su carta una parte di sé che non potrà essere schedata o analizzata ai raggi x.

Perciò, per quanto la tecnologia e il progresso possano avanzare e ci permettano di acquistare e-book e di scorrere le pagine attraverso uno schermo, esse non potranno mai sostituire il profumo piacevole di un libro nuovo che alleggerisce i pensieri o l’angolo di pagina piegato per ricordare la citazione preferita di quel capitolo o ancora il segnalibro personale e colorato assieme al tuo taccuino segreto.

La tecnologia si limiterà, comunque ad essere fredda ed austera all’animo dell’uomo.

Il binomio lettura-scrittura, invece, resterà sempre il miglior mezzo di sfogo e compagnia, cura delle ferite umane e ritrovo del senso dell’esistenza.

Désirée Zinnarello

Classe IV E Liceo scientifico “L. da Vinci”

Reggio Calabria

Un Commento su ““La lettura è un grande viaggio…”

  1. Stelio Zaganelli
    Stelio Zaganelli

    Désirée, è bello leggere quello che sento anche io.
    Scrivere non solo per se stessi, ma per condividere. Per crescere, respirare, volare via e poi tornare.
    E’ bello quando uno scrittore corrisponde ai libri che ha scritto, non sempre succede ed è singolare quando ciò avviene.
    Immaginare un libro, lo stesso libro letto da dieci persone diverse produrrà immagini sempre diverse. Questo altre arti non possono farlo, scrivere è come la vita, un caleidoscopio di avventure.

    Ciao,
    Stelio

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