Armando Torres: “Carlos Castaneda – Incontri con il Nagual”

Stelio ZaganelliArticoli, RecensioniLascia un Commento

Carlos Castaneda: incontri con il Nagual

C’è un romanzo che da anni vorrei scrivere.

Un romanzo che assomiglia alla Profezia di Celestino, forse anche a L’Alchimista o magari al Manuale del guerriero della luce di Paulo Coelho.
E dopo aver letto questo libro sono felice di non averlo fatto.

Incontri con il nagual di Armando Torres. Un lungo, complesso e affascinante dialogo con Carlos Castaneda. Il grande scrittore/stregone morto nel 1998, venerato e odiato come pochi scrittori al mondo lo sono stati.

Un personaggio enigmatico quanto lo sono i suoi libri. Testi di culto soprattutto negli anni Settanta negli Stati Uniti. In Italia la sua opera fu edita da Rizzoli dall’anno successivo alla sua morte.
Il libro racconta delle domande che Torres pone al Maestro Castaneda, che lui stesso ha scelto per il suo apprendistato come guerriero nagual, e delle risposte che riceve nei numerosi incontri, risposte a volte apparentemente incomprensibili, a volte sorprendenti.

Ma cos’è il nagual?
Il nagual può essere due cose. Una persona speciale che assume il carattere di guida o il mondo non manifesto che è la vera natura dell’esistenza che si contrappone al tonal. Il tonal non è altro che l’isola artificiosa che percepiamo quotidianamente e che ci ingabbia sensi e cuore ben rappresentata nello splendido film The Truman show. Così come una porzione dell’infinito nagual è stata descritta in maniera potente nella trilogia di Matrix.

Il senso di questo libro è cercare di scalfire il male del nostro tempo, l’importanza personale che ci riduce ad essere persone prive di ali per sognare e sogni per volare. Ingabbiate in schemi mentali che non fanno altro che alimentare l’aspetto negativo dell’esistenza, un ego smisurato che si circonda di cose materiali e riconoscimenti alla ricerca spasmodica di una felicità impossibile da raggiungere, perlomeno in questi termini.

E per sperimentare ciò che la maggior parte di noi si perde si può cominciare con il leggere questo libro a volte ermetico, a volte stupefacente, ma senza ombra di dubbio pregno di insegnamenti straordinari.

Si parla dell’agguato che costantemente dovremmo portare a noi stessi per riuscire a cambiare, della morte e dei guerrieri antichi e moderni. Si parla soprattutto dell’arte del sognare. Di come entrare nel sogno e riuscire a rendersene conto e dirigere la propria attenzione per cambiare il proprio stato energetico.

Posso dire di aver sperimentato un suggerimento di Castaneda presente nel libro e durante un sogno lucido notturno ho cercato uno specchio. Lui prometteva una grande sorpresa nel guardarsi riflessi e posso confermare che lo è stata!
Vi invito a provare. Ci vuole solo un po’ di tempo…

Un giorno uno dei miei pochi e preziosi maestri che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso esistenziale attuale mi disse, “non sforzarti di razionalizzare per riuscire ad essere o creare, lasciati andare piuttosto e cerca di connetterti con ciò che credi di non conoscere. Il resto verrà”.

Posso dire che aveva ragione, come posso affermare che dopo aver letto questo libro è difficile poi tornare indietro, come dice la curandera Doña Silvia Magdalena all’autore del libro prima della sua cerimonia di iniziazione, “l’unica cosa che mi resta da dirti è che quelli che partecipano a queste cerimonie cambiano per sempre e non tornano più ad essere gli stessi. Non c’è ritorno”.

E così è stato.
Non potrebbe essere altrimenti, quando incontri sul tuo cammino persone straordinarie, o leggi libri straordinari, o fai esperienze fuori dell’ordinario di segno positivo, non puoi che cambiare e diventare una persona migliore, più ricca, umile e connessa.

Per ultimo vorrei sottolineare la bellezza della copertina del libro dove la foto di uno dei templi di Tula, l’antica capitale Tolteca, che ho visitato nel 2012, si mostra nel suo enigmatico splendore. Un sito carico di energia e di una potente, dolce, malinconica magia nagualista.

Buona lettura.

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