B E Y O N D Y O G A

donato torreggianiArticoli, Crescita personale1 Commento

In uno dei tanti incontri che ricordo di avere avuto, una sera il mio Maestro mi disse: “Ogni volta che ti accorgerai di essere vicino alla meta, il traguardo si allontanerà ancora un po’.” Questa frase mi sta accompagnando da moltissimi anni, come una verità che trova conferma ad ogni passo del mio cammino. Sento allo stesso tempo di aver raggiunto molte cose, ma di non essere ancora arrivato in fondo a tutte, e continuamente mi chiedo se esiste la cosa giusta da seguire. A sentire gli altri hanno tutti ragione loro, ma secondo me esiste solo un’arrogante presunzione che il più delle volte limita le nostre reali potenzialità.

Sarebbe troppo facile però parlare di presunzione, quando il tema dell’argomento è la ricerca interiore, considerandone la vastità, tuttavia questa è una caratteristica che ci condiziona più di quanto pensiamo. Facciamo allora un esempio che ci riguarda nel concreto come il nostro lavoro, e prendiamo come riferimento un saldatore. Il tema è di facile comprensione, una persona si guadagna da vivere saldando dei componenti metallici, lo fanno in molti, ma quanti di loro consiglierebbero a qualcuno di seguire la stessa strada? Oppure, in base a ciò che potete immaginarvi di questo lavoro, quanti di voi sceglierebbero di fare questo mestiere?

Se però vi parlo di un lavoro in cui si utilizza la saldatrice, la quale ci permette di assemblare, creare, inventare cose, la vostra immaginazione cambia? Il traguardo nell’imparare ad utilizzare una saldatrice si sposta o no? A quel punto io non sono più un saldatore, un pittore, un impiegato, ma utilizzo le mie capacità su quella strada finché queste mi consentono di crescere. E per il fatto che io ne ho bisogno, se pur condivisibile, ciò non significa che questo vada bene per tutti.

Sentiamo e leggiamo invece di persone che sanno tutto, e che rarissimamente precedono le loro affermazioni con la dovuta soggettività di chi si è messo in discussione. Io credo, io penso, mi sono convinto… sarebbero tutti dei buoni inizi da utilizzare quando si sceglie di affrontare certi argomenti. Per questa ragione negli articoli precedenti ho affrontato il tema di come difendersi dai condizionamenti, seguito poi da una riflessione sulle ragioni che potrebbero consentirci di farlo. Tutto ciò per riuscire ad andare oltre, beyond, fare chiarezza e scoprire quale sia la strada giusta per noi.

Rimanendo nel tema dello Yoga, anche se penso che non ci sia nulla di separato tra la nostra vita e la ricerca interiore, al più non lo sappiamo, ma se sentiamo di voler seguire questa strada o se per una qualsiasi ragione ci sentiamo incuriositi dall’argomento, capirlo dipenderà molto da come sapremo utilizzare le nostre capacità. Ed è per questa ragione se penso che molte persone si sentono arrivate, perché credo che in realtà non siano in grado di superarsi o di andare oltre, come se ogni cosa che imparano a fare sia fine a se stessa.

Tutto ciò che facciamo dovrebbe portarci a desiderare di fare un altro passo in avanti, non a fermarci, per questa ragione il traguardo è bene che si allontani, purché resti visibile indicandoci la direzione. E se le nostre esperienze procedono in questo modo diventano la cosa giusta da fare, qualunque esse siano, come lo scegliere di utilizzare una saldatrice. Certamente però, seguire una disciplina come lo Yoga è ben altra cosa, ma la regola di superare i propri limiti vale ugualmente, e questo dipende come detto dalle nostre capacità.

Una di queste è la conoscenza. Molte persone affermano che la pratica dello Yoga produce dei benefici, sì, ma di quale Yoga stanno parlando? Con il termine Yoga si racchiudono una serie di discipline, generalmente associate solo alla pratica dell’Hatha Yoga, per intenderci quella fisica, ma esistono anche lo Yoga Nidra, il Karma Yoga, il Mantra Yoga, Nada Yoga, Yoga Kundalini, Tantra Yoga, Kriya Yoga, Raja Yoga, e molti altri livelli di pratica. Certo è però, se una persona che segue un corso settimanale crede che ciò equivalga a praticare lo Yoga, si sentirà presuntuosamente arrivata e si perderà invece l’occasione di approfondire e andare oltre.

Diciamo che le nostre capacità e la nostra conoscenza, possono certamente favorire un’avvicinamento alla pratica attraverso l’Hatha Yoga, e già solo questo prevede dei livelli che cambiano enormemente tra un principiante ed un esperto, ma non è che l’inizio, non è l’arrivo, e personalmente auguro a tutti i praticanti che resti tale per molto tempo.

Con ciò però non vorrei si facesse l’errore di confondere le cose, perchè ritengo che l’Hatha Yoga sia una delle forme più accessibili, ma non intendo dire che sia la cosa più semplice, o che necessariamente debba essere l’unico punto di partenza. Ciò dipenderà da moltissime cose; io personalmente mi sono avvicinato a questa disciplina attraverso lo studio, e non possiamo considerare lo studio una cosa meno importante. Quello forse è stato il mio inizio. Ci sono anche state persone, e parlo sempre per quanto riguarda la mia esperienza, che sono venute a seguire una mia lezione per errore. Credevano che in quel momento ci fosse altro, e poi dopo aver provato hanno deciso di proseguire.

Non importa. Importa solo che non rimaniamo chiusi nelle nostre convinzioni, o che almeno iniziamo ad accettare che le strade sono diverse e giuste allo stesso tempo, finché le continuiamo a percorrere…

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