Cambio di logica

gabriella zagagliaArticoli, RecensioniLascia un Commento

Recensione al libro di Giuliana Conforto

 

Ho letto con attenzione, molta.
Passo dopo passo, sottolineando termini per me “alieni”, riproponendomi ogni volta di cercarne il significato.
E’ stato arduo intraprendere un viaggio così insidioso, visti i miei limiti scientifici, ma il fascino del traguardo ha ripagato la mia audacia.
Arrivata alla fine, ho messo subito in pratica uno dei grandi insegnamenti appresi nel testo: ho chiuso gli occhi.
Mi sono ritrovata in una grande tavola imbandita, al fianco di commensali di tutto rispetto. C’erano Dante, Platone, Cartesio, Einstein, Giordano Bruno, Copernico, Tolomeo, Archimede, Newton, Goethe e altri ancora.

Un incredibile spaccato spazio temporale, dove pensatori di ogni epoca e credo, disquisivano con garbo ed eleganza sul senso della vita. C’era una grande armonia in questa “bolla” e la freccia del tempo sembrava aver invertito la propria rotta. Si respirava antimateria intorno, allo stato libero e fluttuante, da un soggetto all’altro. Il pensiero di ognuno si elevava leggero, fondendosi in un grande, luminoso, pensiero collettivo.
Mi è sembrato di scorgere di tanto in tanto, personaggi mitologici, come Eros e Psiche, che rincorrevano Tanathos per gioco, girando festosamente intorno al grande tavolo.

Riaperti gli occhi, sono rientrata nella Matrix dell’illusione.
Ho visto con occhi lucidi, quelli della coscienza, il mondo descritto dall’autrice.
Sono in atto cambiamenti apocalittici, innegabili. La nostra logica è alla deriva e non ne contiene le conseguenze.
Un pensiero distorto, consolidato nei secoli per mano dei grandi poteri temporali : lo Stato, la Chiesa, il Denaro.
Un mondo “energivoro”, sempre a caccia di risorse a qualsiasi costo, schiavizzando i deboli e favorendo i potenti con armamenti e guerre. Un mondo che precipita nell’entropia e nel caos.
Una concezione arida e meccanicistica dell’universo, figlia della rivoluzione copernicana. Soli, con il peso di una gravità ormai insostenibile, incatenati al tempo lineare e alla sua ineluttabilità.
Questo è l’uomo di oggi, erede di una “conoscenza grigia” scevra di emozioni ed eros puro, confinato in una matrice che si spaccia per realtà.
In questo scenario, sembra imminente l’avverarsi delle profezie bibliche, dove i giusti ascenderanno in Paradiso e i peccatori, discenderanno nelle fiamme dell’Ade.
Questa però, è soltanto la conclusione naturale di una logica bipolare, che valuta tutto per opposti e che sta volgendo verso l’ultimo atto del grande dramma.

E qui ora, arriva il bello della favola, entra in gioco la fata buona: la Sostanza Madre.
Se mettiamo in atto i sensori della nostra coscienza, quella legata all’intuito, alle emozioni, al mondo dei sogni, smascherando una volta per tutte la realtà illusoria, vedremo con gli occhi interni, quelli illimitati.

La visione che conosciamo, legata alla veglia e all’organo della vista, viaggia su onde elettromagnetiche, ma questa non è la sola strada esistente.
C’è un incredibile flusso di bosoni neutri che può essere paragonato al fiume della vita. L’energia che emana il cuore cristallino della terra, ci attraversa e fluisce intorno a noi. L’antimateria, come la polvere magica di Peter Pan, esiste, ed ha proprietà simili a questa.
La fisica ci sta mostrando un universo che respira, e danza con i quark e gli antiquark in un ritmo che coinvolge ogni più piccola parte del grande organismo cosmico come nel regno di Shiva.
Una danza che coinvolge anche lo spazio, che non è vuoto, anzi ha strutture filiformi ruotanti che collegano ogni cosa tramite la forza elettrodebole (fusione di quella elettrica e quella elettromagnetica). Io non sono una scienziata e, per questo, mi piace pensare al potere della materia, che è reale, come la polvere magica spruzzata su Trilli e sui bimbi dell’isola che non c’è.

E’ così che il potere delle favole, sconfigge quello angusto di una pseudo realtà, ormai poco attendibile.
Credetemi, se è la scienza a rivelarci che possiamo invertire la freccia del tempo, liberarci della nostra gravità fluttuando nell’aria con il nostro corpo eterico, accedere al grande progetto cosmico, come attori protagonisti, io, di sicuro, concordo.
Non c’è scienza senza coscienza, dice l’autrice, e non c’è coscienza senza amore. Quella imparagonabile forza che “muove il cielo e le altre stelle” cantata da Dante .
Oggi più che mai, la fisica ha scoperto la materia dell’amore.
Non si può rimanere indifferenti a questo.

 

(Qui la scheda del libro.)

Lascia un commento