Il libro cartaceo è destinato a scomparire?

Maximilian AscariEditoriali, Riflessioni2 Commenti

In questi ultimi tempi sto riflettendo molto sul nostro ruolo come Editori nell’era di Internet e dei Social Media.

L’editoria è il processo di trasformazione delle idee di un autore in contenuti accessibili e disponibili a tutti (cit. Wikipedia).

Fino a qualche anno fa, fare l’Editore significava principalmente pubblicare libri cartacei.

Ma i tempi sono cambiati, soprattutto grazie a Internet.

La gente legge sempre meno libri cartacei e passa sempre più tempo navigando su internet con smartphone e tablet.

Pubblicare libri cartacei alla vecchia maniera sta diventando un business rischioso e per certi versi anche un problema etico (diciamo pure “di buon senso”).

Perché sta diventando un business rischioso?

Perché l’Italia è SATURA di libri cartacei.

In Italia si pubblicano più di 60’000 nuovi titoli ogni anno (stiamo parlando di oltre 160 nuovi titoli al giorno), per un totale di oltre 200 milioni di copie stampate.
Questo mentre la percentuale dei lettori italiani è in costante diminuzione.
Il 50% degli italiani dichiara di non aver mai letto un libro negli ultimi 12 mesi.
Solo il 15% degli italiani legge mediamente un libro al mese.

Una buona parte dei libri che vengono stampati non verrà MAI letta da nessuno.

Il libro sugli scaffali delle librerie ha una vita media che va dai 6 ai 9 mesi, ma questo tempo si sta accorciando sempre più, arrivando ai 4 mesi.

Secondo una statistica (AIE 2005), oltre il 35% dei libri pubblicati non viene venduto, ma la percentuale dopo 10 anni potrebbe essere molto più alta e allarmante.

Vien da sé che quando stampiamo la prima tiratura di libri, dobbiamo aspettarci almeno un terzo dei resi, ben sapendo che le cose possono andare anche molto peggio, senza poter fare previsioni accurate.

Io questo lo chiamo un business rischioso.

E c’è anche un problema etico.

Dove vanno a finire tutti questi libri stampati e invenduti?

Una buona parte finisce ogni anno al macero, perché gli editori non possono più farsi carico dei costi di magazzino.

Quindi si consuma energia e si inquina l’ambiente per stampare libri, pur avendo la certezza che una parte di essi finirà al macero. Stiamo parlando di MILIONI di libri ogni anno.

Certo, la carta viene riciclata, ma anche questo processo consuma energia e risorse, quindi il bilancio è sempre in perdita (per l’ambiente e per noi).

Inoltre molti titoli che avrebbero potuto godere di una seconda vita, come più volte è accaduto nella storia del libro, vedono negata questa opportunità.

Dal mio punto di vista, il vecchio modello di Editoria non è più sostenibile, economicamente e ancor meno eticamente.

Questo vuol dire che il libro cartaceo è destinato a scomparire?

Io non credo.

L’automobile ha sostituito il cavallo, eppure c’è ancora gente che va a cavallo. Per passione, non per necessità.

Così credo sarà per il libro cartaceo. La gente sceglierà libri cartacei per passione, ma non per una necessità che fino a pochi anni fa era dettata dalla mancanza di alternative, così come era per chi andava a cavallo prima dell’avvento dell’automobile.

Lo so, è dura da accettare.

Sono un Editore e un grande amante dei libri cartacei, ma io stesso devo fare i conti ogni anno con il medesimo problema: gli scaffali della libreria di casa sono regolarmente pieni di libri già letti e non c’è più spazio per i numerosi nuovi arrivi. E quindi ogni anno mi tocca riempire scatoloni di vecchi libri e portarli ai mercatini (dove quasi nessuno li compra), poi portarli in biblioteca (dove non li vogliono perché ne hanno già troppi), infine regalarli o parcheggiarli in garage nella speranza di trovar loro una degna sistemazione.

Lo ammetto, non ho mai buttato via un libro cartaceo in vita mia. Questa cosa mi fa semplicemente inorridire. Eppure come editore ne distruggo a migliaia ogni anno.

Suona un po’ schizofrenico, me ne rendo conto!

Cosa fare dunque?

Il mercato è cambiato e sono cambiate le abitudini dei lettori.

Ma il mio ruolo come Editore è sempre lo stesso: trasformare le idee di un autore in contenuti accessibili e disponibili a tutti.

Quello che ho deciso di fare è di continuare a fare bene il mio lavoro di Editore, aiutando gli Autori ad affrontare il cambiamento e a raggiungere il loro pubblico attraverso i nuovi Media e le attuali modalità di comunicazione e interazione (molto diverse da quelle del recente passato).

Questo sito web, totalmente rinnovato, è un primo passo in questa direzione.

Un altro passo è utilizzare nuove strategie e nuovi strumenti per divulgare i contenuti degli Autori, tenendo il libro cartaceo come una delle varie opzioni disponibili e non necessariamente quella principale.

Non a caso finora ho parlato di libri cartacei. Anche l’E-Book è un libro a tutti gli effetti. Cambia solo il “medium”, il supporto, ma non il contenuto. Anche il lavoro editoriale è lo stesso: editing, impaginazione, copertina, distribuzione, promozione. E mentre il libro cartaceo ha perso un ulteriore 2% nel 2014, l’E-Book ha guadagnato un +35% di lettori, segno che la diffidenza verso questo formato editoriale sta velocemente scomparendo (complice anche la nuova generazione di giovani lettori, molto più affini alla tecnologia).

Questo non vuol dire che smetteremo di fare libri cartacei. Tutt’altro!

Il mio impegno come Editore, da ora in poi, è quello di ridurre al minimo il numero di libri che dovrò portare al cimitero (ahem, al macero).

Non ci sono scuse, non posso più giustificarmi dicendo “è colpa della crisi, è colpa degli italiani che non leggono”.

Questi sono problemi oggettivi, me ne rendo conto.

Il mio impegno è di trovare soluzioni pratiche a questi problemi, utilizzando tutte le risorse e le opportunità che il mondo di oggi ci mette a disposizione.

Forse non sarà un percorso facile e non è detto che avremo successo, ma comunque vada la direzione è tracciata.

Ad maiora!

2 Commenti su “Il libro cartaceo è destinato a scomparire?”

  1. Isabella Bresci
    Isabella Bresci

    Da ex editore leggo questa ‘riflessione’ e sono sempre più senza rimpianti.
    Mi trova d’accordo, mio malgrado, su tutto anche perchè i dati sono reali, la realtà odierna in Italia è questa e purtroppo la storia del 50% degli Italiani che non legge neanche un libro in un anno la sentivo già negli anni ’90.

    Riflessione tecnica:
    Personalmente non ho nulla in contrario agli eBooks ma dopo aver comprato un eReader Sony mi sono ricreduta. Il mitico e imperanti Kindle (prodotto di Amazon) l’ho evitato perchè ho un’idiosincrasia genetica con tutto quello che è imperante sul mercato e che ti viene proposto in continuazione ovunque ti giri e perchè volevo essere indipendente da Amazon. Peccato che poi proprio gli altri eReaders non siano all’altezza del confronto sia per il prezzo che per la navigazione che per la performance. Insomma non sono riuscita a capire come si sottolinea (per me essenziale), si è già fatto resettare una volta, non riesce a leggere un Pdf che ho caricato (anche questo essenziale). Anche la Sony è una multinazionale ma evidentemente Amazon è più brava a capire le esigenze dei lettori e a rendere il prodotto user-friendly.

    Riflessione filosofica
    Dopo aver letto questo articolo dellHuffington Post:
    Google, Vint Cerf lancia l’allarme: “Dietro di noi un deserto digitale, un altro Medioevo. Se tenete a una foto, stampatela” http://www.huffingtonpost.it/2015/02/13/vint-cerf-google-deserto-digitale_n_6677452.html?ref=fbpr

    ho scritto questo post sul mio profilo Facebook:
    Non per vantarmi, veramente, ma penso questo da sempre.
    Proprio ieri ho stampato i post del mio piccolo blog per spedirli ad un amico lontano e che non ha internet.
    E proprio ieri ho fatto un salto alla biblioteca civica centrale di Torino e ho sfogliato (ovviamente non li danno in prestito) una copia del ‘700 del libro che sto leggendo “Le mie memorie” di Carlo Goldoni. Ho poi preso in prestito l’edizione della collana ‘I millenni’ di Einaudi del 1967, bellissima. Questo libro è ormai fuori catalogo ed essendo un classico la cosa è parecchio inquietante…

    Per concludere una… provocazione:
    Non per fare il gufo, ma non è che i nostri cari libri che ‘nel futuro’ saranno solo eBook, non esisteranno proprio più quando la crisi energetica sarà tale da non permetterci più di accedere alla rete quando e come vogliamo? (a meno di una scoperta del millennio che ci permetta di continuare a consumare energia come facciamo ora). Al pianeta e alla Natura delle nostre ‘pensate’ poco importa, per elevate e sublimi che siano, per Lei l’importante e mantenere la Vita, a costo della morte di molti suoi ‘figli’…

    1. Maximilian Ascari
      Maximilian Ascari

      Cara Isabella, sono d’accordo con te al 100% !

      Quasi tutto lo scibile umano è depositato su Internet. Oramai non si imparano più nemmeno le cose a memoria, tanto basta un click per trovarle online. In un futuro distopico, una tempesta solare o l’esaurimento delle fonti energetiche potrebbero spazzare via l’intero sapere umano in pochi istanti. Oppure un tiranno malvagio con poteri illimitati potrebbe manipolare l’informazione su internet, cancellando e riscrivendo la storia a proprio piacimento.

      Beh, in realtà tutto ciò è già accaduto in passato, proprio con i libri… basti pensare ai ripetuti incendi della biblioteca alessandrina, ai tanti roghi di libri dalla Cina antica alla Germania del Nazismo…

      D’altro canto, se è vero che abbiamo tanti libri da salvare, abbiamo anche tanti libri che nessuno rimpiangerebbe, se non gli autori stessi… La verità è che stiamo pubblicando di tutto e di più, senza limiti. Si dice che in Italia ci sono più scrittori che lettori e credo non sia una esagerazione. E ogni anno un terzo dei libri pubblicati finisce al macero. Letteratura spazzatura? Letteralmente sì! 🙂

      Ma che fare? Mettere un limite alla pubblicazione dei libri? E chi decide cosa va pubblicato e cosa no?

      Io credo che tutto si aggiusterà spontaneamente. La civiltà troverà un suo equilibrio, volente o nolente. Si stamperanno sempre meno libri e il pubblico sceglierà chi deve continuare a scrivere e chi invece è il caso che smetta. Il libro continuerà ad esistere, se ci saranno ancora persone che leggeranno libri. In caso contrario, in un lontano futuro, nessuno ne sentirà la mancanza, così come oggi non sentiamo la mancanza del Walkman (della Sony, non di Amazon!) o delle ingombranti videocassette VHS.

      Per quanto riguarda il Kindle, credo sia il meglio sul mercato degli Ebook reader, ma siamo ancora agli inizi. Quando ci sarà una massa critica di lettori, anche la tecnologia migliorerà e nasceranno nuove proposte. Ma può anche darsi che quella degli Ebook sia una fase di transizione verso un formato completamente nuovo che non sarà più il libro, cartaceo o digitale.

      Urka quanto ho scritto, qui c’è tanto materiale per un nuovo articolo!

      A presto 🙂

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