Lui non ha un nome

Camilla ViscusiArticoli, PoesiaLascia un Commento

“Lui non ha un nome

Lui è l’Occhio del Mondo

E su di me si posa

Scova quel che mai riposa

Ma anzi osa

Così insistentemente da volersi fondere col niente.

Sente/ che esiste

E non vi è più cosa da comprendere se non l’impeto d’esser viva

E, in perpetuo, ardente

Fluida e insieme rovente

Erotica onda

Lui la vede e la fiamma scorre

Lui la vede e l’acqua s’accende.

L’Occhio del Mondo

Che accarezza la mia schiena

Lento, discende

E in mezzo, tra due ossa, ruotano le stelle

E’ il piacere della goccia a scivolar sul petalo del fiore

E’ il piacere del fiore quando si bagna dei baci del cielo

Flebile mistero

È un gioco di seduzione questo senso del vero.

Occhio del Mondo mostrami chi sono

Da dove vengo, in quale sogno mi ritrovo.

Guardala così che la veda

Toccala così che la senta

Parlale così che ne diventi voce.

Lei ti conosce e lo stesso vuole guardarti

Più in là della pelle e dietro le ossa, raggiungerti

Scivolarti e oltre la gravità ergerti e scalarti.

Fino alla fine dell’amore

Nel gemito viola e azzurro della morte.

Ti volevo per questo e per questo ho chiesto

Perché persino il mare cede all’incanto di incontrare se stesso

E così l’albero nei suoi germogli s’accarezza, si sfiora, si intreccia

E’ perché hai risposto che a Te sono giunta

Parlami, dimmi … t’ascolto.”

Disse un giorno e poi per l’eterno la materia allo spirito fino a svegliarsi l’anima e potersi amare.

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