Il potere della trasformazione

Stelio ZaganelliArticoli, Crescita personale, Sciamanesimo, SpiritualitàLascia un Commento

Quante strade. Quanti percorsi tortuosi per arrivare a scoprire la verità.

O forse anche quanti stratagemmi per non conoscere la verità. Per restare lontani dalla sorgente.

Psicoanalasi, Gestalt, pratiche yoga. Psicologia trascendentale, meditazione. Campane tibetane, Qi Gong, psichiatria freudiana, o jungana, a seconda dei gusti.
Camminata assistita con le bacchette, che poi è scomoda da morire! Ipnosi, trance indotte, riti magici, palestra fino a sfinirsi, palle di vetro e telefoni tarocchi. Ognuno sceglie la propria strada personale per raggiungere ciò che sta cercando.

Poi alcool, marijuana, fumo, eroina, acidi, peyote, ecstasy, trip vari, Chilum, bong, carciofi, sbronze, mirabili abbuffate! Chi si prende l’amore degli altri, chi picchia la moglie, chi uccide il marito. Tutte strade percorribili, alcune divertenti, alcune tragiche, alcune grottesche, altre avvilenti.

Ma tutte portano in una direzione. Lontano dal centro o verso il centro. Dipende da ciò che stiamo cercando o da ciò da cui stiamo scappando.
Ma cosa c’è al centro?

In periferia lo sappiamo cosa c’è. Lo vediamo anche fuori di noi, nelle nostre reali periferie.
Cemento su cemento spesso degrado, il verde avvilito, smorto, smog e confusione.

E cosa c’è nel centro?
Gli antichi sciamani lo sapevano ed era una cosa semplice quanto respirare.
Non c’è altro che la nostra vera essenza, incorruttibile, splendente. Ad immagine e somiglianza dell’universo di divina creazione.

In Amazzonia usano l’Ayahuasca per raggiungere tale consapevolezza, da millenni.
Una liana, che combinata con le foglie di chakruna, produce effetti molto forti sia a livello fisico che psicologico, che porta ad intuizioni profonde che ti cambiano la vita. O perlomeno che ti accompagnano a lavorare nella direzione giusta, cioè verso il centro.

Quando tutto crolla, quando veniamo lasciati e soffriamo, quando veniamo insultati e piangiamo nel nostro intimo, quando la vita soffia il suo vento contrario contro di noi, c’è un luogo incorruttibile, inarrivabile, dove regna la pace e la compassione, la calma e la serenità. Come nell’oceano, ogni goccia gli assomiglia, nel nostro centro siamo a casa e somigliamo a Dio.

E nessuno può toglierti ciò che ti appartiene, solo ciò che non ti appartiene. Il dolore che spesso sentiamo rappresenta ciò a cui dobbiamo rinunciare in certi momenti e che pensavamo fosse nostro, che fosse una parte di noi. Ma ci sbagliavamo.

E quando riusciamo ad accogliere questa saggezza dentro di noi, lasciate le zavorre inutili, potremo tornare a volare.

Quindi bisogna fare attenzione ai falsi maestri, alle vie illusorie, a credere che qualcuno possa lavorare per noi. Sta a noi carpire le lezioni della pianta maestra come quegli indios o della vita che ci vuole insegnare, e poi lavorare su noi stessi.

Ognuno è signore e padrone a casa propria con tutti gli onori e gli oneri che ne derivano. E gli indios dell’Amazzonia lo sapevano, lo sanno.

Ora anche tu.

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