La porta dell’infinito

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Per la mia esperienza, questo è un libro complesso. Non tanto per il modo in cui è scritto, ma più per i suoi contenuti. A parte un paio di brevi capitoli che molto probabilmente sono stati inseriti a posteriori (o a priori), e quindi risultano un po’ slegati, il libro scorre davvero molto bene. Non si è di fronte ad un manuale o ad un libricino che racconta semplicemente di fatti personali accaduti durante la vita di un essere umano. Questa autobiografia narra di un uomo che ha vissuto un’esistenza fuori dal comune. Una di quelle persone che durante l’incarnazione è stata graziata da morte certa, rimanendo in questo pianeta per portare agli altri molto più di quello che normalmente è concesso durante un ciclo di vita terreno. Parliamo di un essere coraggioso e speciale a cui molto è stato offerto, ma che molto ha saputo offrire a sua volta, aiutando tantissime persone. Un essere che è dovuto passare attraverso le difficoltà della vita ad un livello diverso da quanto accade ai più, portando luce in abissi di oscurità molto profondi.

Quando ho cominciato questo libro, mi trovavo da pochissimi giorni nella mia nuova casa qui a Stoccolma. Io e Mark, il mio coinquilino neozelandese, eravamo contenti di essere finalmente arrivati in un posto carino ed accogliente. Un appartamento da condividere, ed allo stesso tempo grande abbastanza da donare ad ognuno di noi la propria privacy. Quella mattina ero a casa da solo. Mark da poco era uscito per andare alla palestra dove lavora abitualmente. Io stavo tranquillamente seduto leggendo La porta dell’infinito in uno dei nostri due divani. Avevo bisogno di una matita per sottolineare alcune frasi particolarmente significative e me ne sono andato in camera per cercarla. Alla vista di quanto stava accadendo fuori dalla mia finestra sono rimasto affascinato, dimenticandomi totalmente della motivazione che mi aveva spinto lì. Una nuvola di cristalli di ghiaccio piccolissimi volava da sinistra verso destra creando uno spettacolo senza precedenti. Non avevo mai visto nulla del genere: un stormo di brillanti muoversi all’unisono. Al contempo c’era un Sole meraviglioso. Non potevo non immortalare il momento. Telefono alla mano, ho scattato, con l’intenzione di catturare lo strano fenomeno invernale. La foto che ho ottenuto però si è rivelata molto diversa da quanto mi aspettavo. Potete vederla in apertura, all’inizio del post. Io sono rimasto a bocca aperta. Al posto della nuvola di cristalli nello schermo del mio telefono era presente questa forma particolare di color violaceo. Sembrava un angelo. La parte superiore formata da capo ed ali, nel cielo azzurro. Il Sole, schiacciato e reso quasi un ovale, radiante luce nel punto centrale del busto. Il corpo, nella parte inferiore della foto, terminare come un cono di luce calda avvolgente. In quel momento non ho pensato che nel testo si parlava di alcune fotografie ottenute in particolari condizioni, scattando direttamente con l’obiettivo verso il Sole. Lo realizzerò più tardi, insieme a molto altro. Prendo il quaderno e la penna per annotare l’accaduto, esco dalla camera, attraverso il salone sentendomi come protetto. In presenza. Mi sento coccolato dalla forma che ho fotografato e dal suo colore, che per pura coincidenza è lo stesso pensato per mobili, quadri e tende della cucina: la vecchia proprietaria. Ci entro e mi siedo vicino al tavolo bianchissimo. E pensare che un paio di giorni prima, quando io e Mark abbiamo fatto il trasloco, ho pensato che l’avrei totalmente ridipinta, magari con un colore decisamente più maschile. Comincio a scrivere, come trasportato, come se in fondo non fossi io a muovere la penna. C’è una forza gentile che mi protegge e mi guida. Riporto le linee significative.

[…] la luce ci tiene a parlarvi, io ascolto in silenzio, mi guida la pace […] […] illumina tutto la voce costante, è una pace profonda, una luce fiammeggiante dove l’angelo è presente, lo sento nel cuore, color dell’amore […] […] lo spirito si incarna e parla con la penna, io sono strumento, la voce vi osserva […] […] di tutti i colori vi potrei parlare, ma da dove veniamo la luce è intensa
[…] noi siamo i portatori e parliamo con canti e visioni […] […] con una vibrazione dolce e sicura, serenità altissima, angelici cantori
[…] abbiate fiducia, amatemi e saprò parlarvi in profondo […] […] vivete sereni, smettete di giudicare, abbracciate l’amore e sappiate vivere tutto ciò che arriva affidandovi al cuore […] […] ascolta ciò che accade, come già sai fare, non fermarti, la fiamma è accesa, insieme sapremo tenere vivo l’ardore […] […] non preoccupatevi troppo delle cose materiali, avrete il denaro che serve, impegnatevi a vivo in ciò che sapete dover fare, nessuno vi chiede di più, riposate e date amore […] […] io e i miei fratelli siamo qui per voi […] […] non abbiate paura di mostrarvi per quello che siete, sempre più persone avrete vicine anche se non sempre sarà facile […] […] confida nel cuore e perderti non potrai […] […] affidati a noi e stai in vera presenza, di più non c’è da dire, gli angeli della pace ti salutano così.

Sorpreso mi accorgo di come trasportato da immagini, emozioni e sensazioni ho messo in atto inconsciamente lo stesso schema descrittivo del testo. Anche lì i capitoli di narrazione sono alternati a capitoli di messaggi. Pensieri riportati da entità celesti che l’autore descrive come fratelli più evoluti, in grado di utilizzare tecnologie avanzate per raggiungere il nostro pianeta. Quelli che comunemente vengono definiti alieni. La cosa che mi sorprende di più è il fatto che non ho cercato questa similitudine. E’ quindi come se la lettura del libro in sé, mi avesse portato in contatto con un mondo presente attorno all’autore per tutta la sua vita. Inconsciamente la realtà ha manifestato il volere, il sentire ed il vissuto di questa persona fuori dall’ordinario, nella mia stessa vita. Non mi stupirà tornare in salone, concludere il capitolo, girare pagina e vedere che un disegno presente a tutta facciata (p. 44) rappresenta la stessa entità che si è fatta fotografare, svelare, e che mi ha avvolto guidandomi e suggerendomi il suo messaggio attraverso la scrittura.

Come dicevo il libro resta un testo difficile. E per quel che riguarda la mia esperienza con esso, sento di dire che la sua capacità di viverci è davvero molto alta. Ci tengo a sottolineare nuovamente che questa persona straordinaria ha dovuto attraversare anche situazioni molto complesse, immerse da un’oscurità densissima, che grazie alla sua fermezza, volontà e l’altissima luce di cui è stato portatore, è riuscito a penetrare, illuminare e dissipare. In più di qualche parte del testo si parla di azioni non-locali, o per meglio dire bilocazioni. La capacità dell’autore di agire a distanza o di trasportarsi in luoghi distanti attraverso il potere della sua mente. Si parla di angeli e di demoni. Si parla di alieni, esorcismi, presenze, spiritismo e accadimenti intensi. Ma anche di una luce e di un amore elevatissimo. L’ultimo capitolo in particolare è una pura trascrizione delle frasi ottenute attraverso messaggi ultrafanici (letteralmente “luce dall’al-di-là”).

Prima di terminare, sento comunque di dover riportare un altro episodio importante, anche se solo con poche righe. Il testo e le sue apparizioni, perfettamente sincronizzato con il mio momento vissuto, si è rivelato di fondamentale aiuto. Mi ha spinto a percepire più di quanto ero abituato, riportandomi ad un sentire che mi era consono molti anni addietro, con la mia coscienza di bimbo. Ha riaperto i miei canali e mi ha messo di fronte ad un’altra presenza, presentandomi nella posizione di poterla percepire ed ascoltare. Capirla è stata cosa tutt’altro che facile. Non è stato facile mantenere il controllo della situazione, liberarsi da qualsiasi dubbio, anche il più piccolo. Lasciare andare ogni paura, anche la più nascosta. Sperimentare problemi a livello fisico, incomprensioni, coincidenze complesse. Era comunque un passaggio obbligato e ne è valsa la pena. Ora sono bello sintonizzato, ma soprattutto ho compreso fino a dove la mia mente razionale e la mia curiosità devono arrivare. Ora so che la mia presenza in quanto tale, grazie al lavoro profondo compiuto durante questi anni, è sufficiente a stabilire un ponte tra la situazione, la persona, le entità e gli angeli ‘riparatori’, se così possiamo chiamarli. Nessuno ci chiede di andare a sbirciare i meccanismi di Dio. Gli angeli ci guidano nelle situazioni e ci chiedono di mettere il cuore. Il resto, la cura, sta a loro e viene da sé.

Non posso quindi che ringraziare Ettore per quanto ha fatto durante la sua incarnazione. Per l’aiuto a distanza che il suo libro ha saputo recarmi, trattandosi davvero di una Porta per la comunicazione, La Porta dell’Infinito. Leggetelo, quando sentite di essere pronti. Un nastro rosso dovrebbe essere applicato alla copertina, con la scritta in grande: MANEGGIARE CON ESTREMA CURA E CAUTELA.

Vi auguro la stessa luce meravigliosa, calda ed avvolgente, che sento attorno a me. Specialmente nei momenti in cui sembra che le tenebre non abbiano fine. Ricordate che è tutto quanto un grande gioco: la grande danza dell’illusione. Anche se a volte sembra tutto così vero da farci identificare totalmente con quanto succede, siamo qui per apprendere ad amare incondizionatamente, al di là del corpo fisico e delle limitazioni dell’ego. Il drago ci spinge continuamente ad aprire il cuore, se lo vediamo come il nostro miglior nemico. E solo l’amore potrà saldare gli opposti al punto che la stessa parola nemico non abbia più alcun significato. Andate in pace.

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2 Commenti su “La porta dell’infinito”

  1. Manuela de Gennis

    Sono la figlia di Ettore de Gennis, ho letto l’articolo ovviamente con molto interesse, è sorprendente che la lettura del suo libro abbia provocato questa esperienza eccezionale, mio padre sarebbe stato felice di venirne a conoscenza, grazie! Manuela

    1. Ascendingspirals
      Ascendingspirals

      …ed io sono molto felice che tu abbia speso del tempo per leggere il mio articolo, grazie!

      Cara Manuela, che ti posso dire. Il viaggio con Verde Chiaro sembra essere qualcosa di più speciale di quello che mi aspettavo. Sempre più intenso e chiarificatore. Una porta dopo l’altra, seguendo tutti lo stesso sentiero.
      Tuo padre deve essere stato una persona meravigliosamente complessa. Forse non sempre facile da comprendere, ma di estrema ispirazione per coloro che gli sono stati vicini.
      Un sentimento di tipo totalmente irrazionale mi dice che lui ne sia venuto a conoscenza.
      Più volte mi sono chiesto, se mentre leggevo, vivevo e scrivevo riguardo al ‘la Porta dell’Infinito’, lui fosse ancora in questa, o già nell’altra dimensione. Ho pure inviato una mail a Daria chiedendole notizie a riguardo. Non desidero avere la presunzione di sapere come stanno le cose, però posso dirti in tutta onestà di averlo sentito vicino: un aiuto presente.
      Felice di aver fatto la tua conoscenza, ti auguro il meglio.
      Jody

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