I Demoni

Francesco GiacovazzoArticoli, Riflessioni1 Commento

Esistono i demoni o sono solo fiabe?

I demoni esistono e anche le cosiddette possessioni anche se non sono quello che comunemente si crede.

Per spiegarmi meglio ricorrerò proprio al linguaggio della fiaba.

La storia di Pinocchio è a tutti gli effetti un’allegoria del percorso di risveglio dell’anima. Geppetto è il Creatore, non il padre nel senso comune, ma Colui che lo plasma dalla terra (legno) e gli dà forma. Pinocchio è un burattino o, come direbbe Gurdjieff, “una macchina addormentata”, in grado di parlare, camminare, andare a scuola ma non ancora dotato di un’anima (la Fata Turchina), che deve conquistare per diventare un vero essere umano.

Per ritrovare la sua anima, Pinocchio dovrà, come il figliol prodigo, abbandonare il Padre, e attraversare il mondo con le sue insidie. Anche la sua collega, Cappuccetto Rosso, ha un destino simile: per raggiungere la nonna (un’altra allegoria dell’anima risvegliata) dovrà attraversare il bosco pieno di mostri e tentazioni. Sia Pinocchio che Cappuccetto Rosso sono due figure iniziatiche e in quanto tali presentano delle caratteristiche in comune: sono sole, impreparate, spaventate, tentate e devono fare un percorso di consapevolezza attraversando le insidie della loro personalità.

Pinocchio incontra sul suo cammino il Gatto e la Volpe che lo tentano, lo illudono e lo ingannano. Il gatto e la volpe rappresentano rispettivamente il corpo emotivo e il corpo mentale che creano la più grande illusione diabolica per un essere umano: riescono a convincere Pinocchio che loro siano lui.

Quando siamo in balìa dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, quando siamo completamente identificati con i contenuti della nostra mente, noi siamo posseduti. Le nostre azioni vengono quasi sempre dettate da come ci sentiamo e da cosa crediamo in un dato momento e quasi sempre reagiamo d’impulso a una provocazione esterna senza essere per niente coscienti di quello che stiamo facendo.

Se al pub un ubriaco flirta con la tua ragazza e ti versa inciampando la birra sui pantaloni, la volpe guizza nel tuo cervello e ti monta una rabbia cieca per cui vorresti versare sui pantaloni di quell’ubriaco il suo stesso sangue e magari lo fai.

Quasi tutti gli esseri umani vengono posseduti da questi demoni che in realtà esistono sul piano delle informazioni (o campo quantico) in quanto archetipi universali.

Un’egregora, nella tradizione esoterica, è una forma-pensiero che si genera quando un gruppo di persone concentra la sua attenzione su un determinato oggetto. Questa forma pensiero è entità incorporea, che può essere creata anche inconsapevolmente da un pensiero ossessivo e arrivare a consumare tutta l’energia di chi l’ ha creata.

Di queste entità (e non solo) si parla in tutte le antiche società e religioni. Gli Gnostici le chiamarono “arconti”, l’Islam “Jinn”, i Cristiani “demoni”, gli Zulù’ “Chitauri”. A chi riesce a vederli – soprattutto gli sciamani – hanno una forma di rettile ma non sempre è cosi. Ciò che le contraddistingue tutte è che queste entità sotto vari nomi, invadono la psiche umana e dettano il comportamento e la percezione. Queste entità a livello energetico sono campi elettromagnetici che si attaccano al campo elettromagnetico umano, o campo aurico, e da lì influenzano i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni.

A loro interessa solo sopravvivere e come dei parassiti (altro nome assegnatoli dagli sciamani toltechi) lo fanno a nostra spese facendoci provare – una volta che ci hanno agganciati – emozioni di bassa natura e pensieri ossessivi legati agli istinti più materiali che vanno dal senso del possesso, alla voglia sessuale, e al potere sugli altri. Queste emozioni vibrano alla stessa loro frequenza e per questo ne vanno ghiotti.

La paura, la rabbia, il dolore emotivo e i pensieri ossessivi sono il miglior cibo per i demoni.

Come ci si può liberare dalla loro influenza?

Imparando a disidentificarci dalle nostre emozioni e dai nostri pensieri e a riconoscere che il lupo (la nostra personalità) non è la nonna (la nostra coscienza) prima che sia troppo tardi. E come si fa? Rimanendo presenti, lucidi nel nostro spazio interiore. Il Ricordo di sé – lo ripeterò fino alla nausea – è l’inizio e la fine del lavoro su di sé.

Allora ci renderemo conto che veniamo spesso posseduti e che in quei momenti qualcosa pensa e sente al posto nostro. Fino a quando riusciamo a controllare questa situazione va tutto bene ma quando scambiamo le voci nella testa per noi, allora iniziano i guai.

“Vegliate!” diceva Gesù perché se lasciamo la nostra casa incustodita la lasciamo in balìa dei mostri e dei lupi cattivi. Se ci sei tu, loro non possono entrare. Tu sei, a livello essenziale, amore, pace, compassione e questa energia è il miglior repellente per tutti i demoni.

Quando siamo presenti, senza giudizio o aspettativa, soprattutto quando proviamo certe emozioni negative, allora la nostra consapevolezza ci farà passare su un’altra frequenza vibratoria e ci scollegherà, per il tempo necessario, alla loro influenza. Questa si chiama DISIDENTIFICAZIONE.

La pura consapevolezza è la luce in presenza della quale le ombre si dissolvono.

I demoni possono agire indisturbati solo finché restano nell’ombra, ma dal momento in cui iniziamo ad osservarci, e contemporaneamente ad aprire il nostro cuore, beh quello è l’inizio della loro fine e potremo attraversare l’inferno senza essere toccati.

Dedicato a Nader Butto

Francesco Giacovazzo

Un Commento su ““I Demoni”

Lascia un commento