Conosci te stesso

Angelo Delle CaveSpiritualità6 Commenti

Ogni giorno sulla lavagnetta davanti alla casa di Sri Sathya Sai Baba, un omino indiano da anni scrive a gesso con meditativa precisione, nei caratteri e nel linguaggio dell’inglese coloniale vittoriano, il “pensiero del giorno” di Baghawan (come viene chiamato Sai Baba dai suoi devoti, ossia incarnazione vivente di Dio).

In molti aspettano che abbia finito questa certosina occupazione per poi ricopiare e trasmettere, tradotto, in tutto il mondo il Suo messaggio per quella data dell’anno. Quarant’anni or sono era un vero tesoro riuscire a scoprire la fonte che con pazienza traduceva e faceva arrivare il prezioso scritto in giornata fino ai remoti angoli del mondo… ma con internet le distanze e i tempi si sono accorciati e già da qualche anno è possibile leggerlo on- line… e molti ringraziano le nuove tecnologie per questo.

E’ incredibile come questi pensieri siano una fonte inestimabile d’ispirazione per tutte le culture e per tutte le epoche, e soprattutto, dalla mia esperienza personale, riescono sempre a dare una risposta ai miei interrogativi quotidiani. Vorrei cominciare questa serie di articoli che mi accingo a scrivere per il sito di Verdechiaro edizioni proprio con una riflessione sul pensiero del 1 marzo:

“Oggi, qualunque buon lavoro vien fatto in modo distratto senza comprendere il suo significato né imprimerne l’essenza nel cuore. Nel campo secolare, noi facciamo molte cose sia per raggiungere una posizione o una reputazione elevate che semplicemente per esibizione o sperando in qualche guadagno materiale. Tali tipi di sforzi sono temporanei e portano soltanto benefici transitori. Delle molte cose che facciamo giornalmente, quelle che mirano alla soddisfazione di sé sono molto poche; la soddisfazione di se stessi risulta solamente quando abbiamo fiducia nel nostro Sé. Quando c’è auto-fiducia e soddisfazione di sé, si è capaci di auto-sacrificio e quindi di Autorealizzazione; ne consegue che l’immortalità è il risultato del sacrificio. Per questa ragione tutti i riti e rituali in questa nazione sono stati concepiti come simboli del sacrificio e hanno lo scopo definito di promuovere la Forza Divina.”
– (Summer Showers in Brindavan 1974, Parte 1, cap. 13)

Quando cade nell’oceano, una goccia d’acqua raggiunge l’immortalità e l’infinità.
-Baba (da: Il Pensiero del Giorno di Prasanthi Nilayam 1 Marzo 2015).

Le Parole di Baba arrivano dirette al cuore… ma a volte per noi occidentali c’è bisogno di qualche adattamento culturale ed è per questo che provo a sviscerarne il contenuto.

Molto vicina alla Morale Cristiana è la parte in cui lui parla di lavoro, che non deve essere portato avanti per il solo scopo del guadagno materiale o per ambizione personale, ma soprattutto per la soddisfazione del Sé, potremmo dire in linguaggio occidentale, per “Vocazione”. A questo punto però il pensiero Vedico ci riporta all’origine del termine stesso “Fiducia in se stessi”, che non è come vuole farci credere la nostra mistificante cultura occidentale un senso di esibizionismo superficiale che si manifesta col pensare di essere “immortale, onnipotente, superiore a chiunque altro”, bensì un abbandono totale, una fiducia totale nel nostro Sé Superiore, quella parte di noi che riflette direttamente la nostra Divinità.

Il dictat vedico è di ricercare Dio dentro di noi… perché come ci ricorda Baba “Voi siete Dio, solo che non ne siete ancora consapevoli”: quando lo saremo, allora ci “Comporteremo da Dio”, ricordando che la Sua qualità principale è l’AMORE. Ed è per questo che i rituali vedici, ma aggiungo io anche quelli di tutte le religioni, sono celebrati come un sacrificio, ossia un’offerta d’Amore a quella Divinità che adoriamo fuori di noi con migliaia di nomi e forme e che non è altro che lo specchio della Divinità dentro di noi: l’Atma, l’Anima, il Sé superiore.

Lo scopo è di raggiungere l’immortalità, ma fondendosi in quell’Amore, abbandonandosi al Suo dolce canto, sciogliendosi come una goccia nell’immenso Oceano.

Namastè
Angelo

6 Commenti su “Conosci te stesso”

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    Maria Grazia Cima

    Buonasera. Sono rimasta affascinata da cio’che scrive,anche se non la conosco.
    E’difficile conoscere se stessi; qualsiasi cosa che facciamo risulta vana, non ha senso se non abbiamo fiducia in noi stessi.
    Tutto cio’ basato sul guadagno e’solo un beneficio transitorio; ben diverso dalla soddisfazione del Se.
    L’amore, l’onesta’e l’umilta’ sono, a mio parere, le chiavi per il raggiungimento della felicita’.
    Grazie

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