Sri Sathya Sai Baba: la missione continua…

Angelo Delle CaveSpiritualità24 Commenti

Dopo il Samadhi (abbandono del corpo fisico) di Sri Sathya Sai Baba avvenuto il 24 Aprile 2011 a Puttaparthi (India) il Suo corpo è stato tumulato nell’altare del Mandir (Tempio) dove solitamente svolgeva il Darshan (apparizione del Santo).

L’Organizzazione Sri Sathya Sai Seva continua a gestire l’Ashram (dimora del Santo) e a proseguire i programmi come se Baba fosse ancora lì nel corpo fisico, con i canti giornalieri dei Veda e dei Bajans, e gli spettacoli in occasione delle festività Hindù, Cristiane, Buddhiste, Mussulmane e Zoroastriane; tutto rigorosamente al cospetto del Feretro (detto anch’esso Samadhi).

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Samadhi di Baba

A un’ora e mezzo di auto da Puttaparthi sorge il College di Muddhenahalli, dedicato agli insegnamenti di Sai Baba e i suoi studenti già dal Samadhi hanno cominciato ad avvertire la presenza del Maestro come forma sottile o di luce. In particolare uno degli studenti, Madhusudan, riesce a vederlo e a sentire le Sue parole, ma i suoi compagni ne apprezzano la presenza offrendogli del cibo che viene assaggiato e ritrovando impronte di piedi intrise di Vibuthi (cenere sacra).

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Madushudan

Ad Aprile Madhusudan, o come lo chiamano tutti Madu, è giunto in Italia accompagnato da illustri Ospiti come Mr. Isaac Tigrett fondatore dell’Hard Rock Cafè e fervente devoto di Baba, per il quale ha costruito il Super Speciality Hospital di Puttaparthi; Mr. Narashima Murthy attuale biografo ufficiale di Sai Baba e direttore dell’ostello di Mudenahalli; e infine Mr. Srinivasan direttore dei college di Puttaparthi. Il tour ha toccato le città di Torino, Padova, Cisternino e Roma, ed in tutte c’è stato il darshan del corpo di luce di Baba. Io e mia moglie Arianna abbiamo avuto la fortuna di assistere a Padova a questo evento.

La sedia era vuota ed un tappeto rosso giungeva fino a lì, sul tavolino a sinistra un bicchiere con dell’acqua e due fazzoletti sui braccioli della sedia; ad un tratto arriva lo studente Madhusudan, vestito di bianco (come gli studenti di Baba appunto) e dietro di lui gl’illustri ospiti, lui si siede a terra alla destra di Baba e gli altri sulle sedie alla sua destra.

Cominciano i bajan e un piccolo concerto di sitar e tablas che Baba apprezza molto a detta di Madu che porge ai musicisti dei dothi (vestiti indiani) in dono. Poi fa segno a Tigrett di parlare e a lui seguono i discorsi edificanti e pieni di racconti sulla vita di Baba degli altri due Ospiti.

Madu si alza in piedi ed esordisce con “Swami says” ossia “Baba dice”, e comincia ad enunciare il discorso che sta ascoltando dalle labbra di Baba. Io non vedo nulla, solo una sedia vuota, per di più penso fra me e me… per quanto il discorso sia nello stile di Baba può anche averlo imparato a memoria.

Ma quando alla fine del discorso Baba dice che possiamo porgergli delle domande, ho rivolto a Baba la mia perplessità sulla enorme divisione che c’è fra i devoti, e Madu parafrasando Baba immediatamente mi ha risposto che l’unità si raggiunge solo con l’Amore e la Fede, che non c’erano luoghi o regolamenti o associazioni che potevano mantenere i devoti nell’unità e che ognuno doveva sperimentare il proprio percorso.

A questo punto i miei dubbi sono svaniti, Madu realmente vede e sente Sri Sathya Sai Baba. Altri hanno fatto domande anche personali e Madu ha risposto con prontezza e incisività come solo Baba sapeva fare. A Cisternino e a Roma ci sono state anche materializzazioni che Madu trovava nel taschino della camicia e consegnava seduta stante alle persone che Baba gli indicava.

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Satia e Mr. Tigrett

La settimana dopo il tour di Madhusudan un altro evento importantissimo si è svolto in Italia e per la precisione a Cisternino a Satia Tempio di Luce, si è tenuto il Laksharchana europeo con Mr. Vadgama, un veterano devoto di Baba, che porta in tutto il mondo la pratica del Namasmarana (ripetizione del nome di Dio) e in particolare quella che Baba ha donato al dott. Gadija, che a sua volta gli ha trasmesso.

La ripetizione del Nome di Dio 100.000 volte è appunto il Laksha (100.000) Archana (ripetizione del nome Divino) con il mantra che Baba stesso ha donato al dottor Gadija in occasione delle sue nozze a Puttaparthi: Om Sri Sathya Sai Krishnaya Namah.

Baba più volte ha ripetuto nei suoi discorsi che il Namasmarana è la barca che ci consente di attraversare il Samsara (Oceano del destino) del Kali Yuga (Età del Ferro), e infatti è da Lui particolarmente benedetto, tanto che spessissimo accade che Baba stesso manifesti la Sua presenza donando abbondanti guizzi di Vibuthi sulle immagini sacre utilizzate per la pratica. La Vibuthi è la cenere sacra per l’Hinduismo e rappresenta la materia base di cui è composto l’Universo, che arricchita di atomi, protoni, elettroni e neutroni da luogo a tutto il Mondo Manifesto, ed è un segno distintivo del Dio Shiva che è creatore e distruttore dell’Universo.

Vedere la formazione della Vibuthi sui quadri è molto difficile, perché i miracoli spesso avvengono lontano dagli occhi, ma io sono stato uno dei fortunati testimoni di questo miracolo proprio nel tempietto di Satia a Cisternino, essa si è formata sotto i miei occhi e quelli di mia moglie Arianna (che aveva sentito fortemente la chiamata ad entrare nel tempietto) sul quadro di Baba che era appeso nel tempio e sulla sua veste e la sedia su cui era adagiata.

Ci sono state anche diverse testimonianze di guarigioni miracolose di persone che hanno partecipato al Laksharchana tra cui un uomo di Londra che rischiava di perdere la vista per sempre e che inaspettatamente dopo aver partecipato alla pratica si è sentito affermare dai medici che invece dell’operazione che lo avrebbe dovuto privare degli occhi era inspiegabilmente e completamente guarito. Anche a Napoli nel Centro Shanti è avvenuta una guarigione da un cancro maligno grazie alla Fede, alla Devozione al Maestro e al grande Cuore.

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Mr. Vadgama con Angelo e Arianna

L’ultima incarnazione di Sai Baba, che ha avuto come prima manifestazione Sai Baba di Shirdi nel XIX secolo, Sathya Sai Baba nel XX, è Prema Sai Baba nel XXI secolo, e a detta di Luigi Ferrante, fervente devoto italiano di Sathya Sai Baba, sarebbe già nato dopo il Samadhi del Maestro. Lui ha ricevuto direttamente dal Maestro la missione di prendersi cura del bambino e della sua famiglia e di costruire il suo ashram in India e in Italia. Anche Luigi è circondato da manifestazioni della presenza divina con vibuthi e materializzazioni nella stessa vibuthi e altrove.

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Luigi Ferrante con Baba

C’è chi a Puttaparthi però aspetta il suo ritorno in carne ed ossa, poiché le profezie avevano dichiarato che avrebbe lasciato il corpo a 95-96 anni mentre la sua scomparsa è stata a soli 85 anni.

Così recita lo Shuka Naadi “Il maestro si mostrerà a Whitefield anche dopo la sua morte. Sai Baba mostrerà tutti i suoi poteri quando il male avrà raggiunto l’apice…” (S. Balu, La profezia degli Shuka Nadi, in Living divinity, London 1984, pp. 53-58), così Sri Sathya Sai Baba continua la Sua Missione in diversi modi, tutti coerenti alla Sua grandezza spirituale di Avatar del Kali Yuga.

Per chi Lo ha conosciuto non è difficile credere a tutti i fenomeni stupefacenti che si palesano in tutto il mondo, già in vita aveva dato ampia dimostrazione di tutti i suoi poteri yogici o siddhi (poteri soprannaturali), quindi accogliamo tutte queste manifestazioni come vere e frutto di una specifica missione affidata ad ognuno di noi dal Maestro, rispettando semplicemente la Sua Volontà.

Namastè Angelo Delle Cave

24 Commenti su “Sri Sathya Sai Baba: la missione continua…”

  1. Fiammetta Ferraro

    Che bell’articolo! Per un lungo momento mi hai trasportato in un luogo e in un tempo di sogno e mi è rimasta una splendida sensazione di pace. Grazie Angelo!

  2. antonietta castaldo

    Baba é DIO!!! Vedo nel tuo bell’articolo una profonda documentazione di come LUI si comunica a tutti con AMORE. In tutte quelle persone che hai citato si vede l’AMORE DI DIO che si espande. Nel tuo articolo e in TE , per chi ti conosce, si vede la serenità e la gioia di annunciare questo continuo incontro-miracolo : è bellissimo!!!! Grazie Angelo! Antonietta e Roberto

  3. Giacomo Senna

    Non ho avuto purtroppo l’onore di conoscere Swami nel Suo corpo mortale, ma attraverso le tue parole Angelo, ho sentito accanto a me il Calore e la Potenza della presenza della Sua Aura di Luce. In attesa dei tuoi prossimi articoli, ti abbraccio

    Giacomo

    Om Sai Ram

  4. angelica

    molto bello Angelo, sei riuscito con potere di sintesi a raccontare una materia ampia e profonda e a far trasparire la tua fervente devozione. utile anche la descrizione di alcuni significati che mi sfuggivano.grazie

  5. Saula Morosoli

    Grazie Angelo per questo articolo meraviglioso! E’ un riassunto,ma così ricco che si espande e va in profondità allo stesso tempo . Mi hai riportato alle esperienze che ho potuto vivere a Puttaparthi e più recentemente a Cisternino. Un misto di passato e presente che si intrecciano e la cosa importante é che proprio nel presente Lui è presente !
    Sai Ram!
    Saula

  6. MICHELE Prano

    Sai Ram Angelo,
    Sono Michele e l’anno scorso ti ho conosciuto al Laksharchana a Padova Casa di Federica e Riccardo : tu e tua Moglie avevate Cantato i Bajan molto Bene direttamente dal Cuore!Leggendo il tuo interessante articolo volevo sapere se mi puoi dirmi in che Posto a Padova( ad Aprile) la Delegazione di Madu-Tigrett-Murthy avevaavuto luogo quel “particolare” Incontro che tu descrivi con la Presenza del Corpo di Luce di Swamy???
    Nella attesa ti una tua gentile risposta,
    Ti Ringrazio in Sai
    Michele

  7. Jaya Murthy

    Sairam Angelo

    Complimenti per l’articolo. Ti volevo dire che esiste il libro e book SAI VENGA IL SUO REGNO la traduzione del libro Sai Thy Kingdom Come di Sreejit Narayan. Basta scrivere il titolo del libro per entrare in sito. Ho tradotto con Schiraldi di Milano. Questo libro è bello è una testomonianza Baba sarebbe tornato in questo mondo. Non dico ho tradotto io è sempre mi ha ispirato Swami.
    Volevo comunicarti
    Sairam
    Jaya jayamurthyb@yahoo.it

  8. Paolo Gabri

    Mi sembra di essere un guastafeste o un invidioso, mettendomi a riflettere su certi eventi esteriormente molto belli e speranzosi come quelli descritti nell’articolo, ma mi viene comunque da riflettere (da riflettere per fede, non per voglia di criticare): Sai Baba, nei suoi discorsi e scritti ufficiali, disse che non avrebbe mai parlato tramite qualcuno che si mettesse a dire di essere in contatto con Lui.
    E, sempre riflettendo, la cosa ha un senso: chiunque potrebbe dire (mentendo consapevolmente, o persino ingannando se stesso) di parlare a nome di Sai Baba, soprattutto se si trattasse di qualcuno che è stato vicino a Lui in vita (perché questo gli darebbe presunta autorità agli occhi altrui).
    Non sto negando che qualcuno possa riuscire a comunicare direttamente con Lui. Rimango però perplesso di fronte a chi si metti a riportare queste comunicazioni agli altri. Sarebbe diverso se qualcuno, ricevendo contatti da Sai Baba, si adoperasse a seguire i Suoi dettami, silenziosamente. Ma se si mette a parlare pubblicamente dichiarando di riportare le parole di un invisibile Sai Baba… ricadremmo nei soliti problemi che ci sono nelle religioni: qualcuno che si mette a fare da intermediario tra Dio e i devoti.
    Nessuno pensa che si debba cercare Sai Baba tramite quello che ci ha lasciato (insegnamenti ed esempi di comportamento) invece di metterci ad ascoltare chi dice di essere un Suo prescelto?
    Scrivo queste parole perché leggere di persone che parlano a nome di Sai Baba (dopo che Lui non ha nominato nessuno per questi scopi, anzi, a quanto ho letto, li ha espressamente negati) sminuiscono a mio parere la fede nella Sua forma.
    Se però per qualcuno sono queste mie parole a far calare la fede in Lui, ignori pure questo mio scritto come se fosse del diavolo in persona: scrivere qui vuole essere uno spunto di riflessione, non un problema per qualcuno.

  9. Angelo Delle Cave
    Angelo Delle Cave

    Grazie Paolo per i tuoi spunti di riflessione…di certo apprezzabili.
    Ovviamente l’articolo è solo un elenco di come Sai Baba stia continuando la Sua missione anche dopo aver lasciato il corpo fisico…o meglio come i Suoi devoti si siano organizzati per portare avanti il Suo Messaggio…i Suoi insegnamenti.
    Per quanto mi riguarda io do pari dignità a tutti. Dall’Organizzazione Osssb con la gestione di Puttaparthi e degli altri Ashram e istituti educativi e sanitari, a Mudhenalli che promuove ugualmente opere umanitarie e ashram, passando per Luigi Ferrante idem, e Mr Vadgama che offre cibo ai senzatetto di Londra da ormai un ventennio e più…ecc…
    Se uno mette in pratica i suoi insegnamenti in silenzio va benissimo…direi che è il minimo che ogni devoto che abbia conosciuto il Maestro debba fare…se no che lo abbiamo conosciuto a fare?…se poi qualcuno ha un compito pubblico e con questo porta le persone ad avvicinarsi al Suo messaggio, perché no?.
    Se rifletti ancora…ok Baba ha detto che non aveva intermediari…giustissimo…e la OSSSB fa di questi messaggi una bandiera per affermare la sua legittimità, ma Baba ha anche affermato che Lui è in tutte le cose e in tutti gli esseri e che usa tutto l’universo per comunicare con noi…compresi i Maestri, gli incaricati della OSSSB, chiunque insomma abbia un ruolo pubblico e segua il Suo Messaggio…quindi? Se dobbiamo credere a ciò che sventola la OSSSB loro sarebbero gl’ intermediari che possono decidere chi o cosa seguire di Baba e chi o cosa no…ma non è questa una contraddizione con gl’insegnamenti di Baba?
    E allora lasciamo che ognuno svolga il suo compito (assegnatogli da Baba) in pace senza faide interne e fratricide (vedi ultimi fatti in Nigeria..dove per affermare il principio di legittimità si è arrivati a denunciare e far sottoporre ad interrogatori Madhu e i suoi accompagnatori…azione per altro senza alcun esito perchè quando hanno visto che facevano solo opere di bene umanitarie, li hanno rilasciati e ringraziati pure!) se un devoto sente il bisogno di avere ancora una guida vivente con cui è più facile comunicare che lo faccia pure…se invece nel silenzio del suo quotidiano ha interiorizzato e mette in pratica l’insegnamento, lo faccia pure…
    Mi permetto solo una riflessione personale però rispetto al devoto silenzioso…è già un illuminato? E se lo è perchè se la prende tanto con gli altri che non fanno quello che fa lui?
    Insomma dicono gl’Indiani che non si muove foglia che Dio non voglia! Tutto le scelte e le azioni che noi facciamo non sono altro che karma che stiamo costruendo! Namastè

    1. Paolo Gabri

      Ti ringrazio per la risposta molto ampia e ben esposta. Leggendola, non posso che essere d’accordo su molti punti. Soprattutto nei riguardi dell’Organizzazione: non ho dubbi che anch’essa, come ogni altra istituzione, abbia i suoi problemi soprattutto oggi. C’è però una profonda differenza rispetto a chiunque altro: l’Organizzazione è stata direzionata da Sai Baba (per quanto essa poi possa aver più o meno momentaneamente perso un po’ la bussola), mentre nessun’altro ha avuto compiti di portavoce. Comunque, più che dell’Organizzazione in generale, parlavo di rifarci in particolare ai discorsi trascritti e agli scritti di Sai Baba delle case editrici ufficiali, la Mother Sai Pubblication nel caso dell’Italia (con tutti i problemi di trascrizione e traduzione, anche multiple, che possono aver avuto, senza contare che anche tali scritti passano appunto per degli intermediari). In ogni caso, è sicuro che sia un bene che ognuno porti avanti il proprio lavoro nei confronti di Sai Baba, sia esteriormente che interiormente, e sia da solo che in gruppo. E a questo proposito, per quanto riguarda la domanda che poni nei nel caso del “devoto silenzioso”: tale ipotetico devoto di cui parlavo non è né un illuminato né qualcuno che se la prende con ciò che fanno gli altri: nell’esempio di cui scrivevo sopra, esso è colui che sente-vede Sai Baba (tralasciamo il giudizio sulla vera natura di tale “sentire-vedere”, in modo da non fare qui né lo psicologo né il guru), e si adopera a seguire personalmente i Suoi presunti messaggi senza assumere (o farsi dare da altri) la carica di portavoce diretto di Sai Baba. Posso accompagnarmi a tale devoto senza temere niente (mantenendo comunque il mio personale giudizio ed arbitrio, ovviamente), perché con tale suo atteggiamento saremmo entrambi semplici compagni (indipendentemente da chi tra noi è più saggio o meritevole, questo lo sa Lui, non noi), mettendoci quindi entrambi direttamente di fronte al “compagno principale”, ovvero Sai Baba. Se invece mi accompagno a chi mi dice frasi del tipo: “Sai Baba mi ha detto di dire che…”, devo a quel punto almeno rendermi conto che mi associo a tale persona a mio rischio e pericolo, perché, in quel caso, metto tale individuo più vicino a me rispetto a quanto metto Sai Baba. Comunque, come hai ben riassunto, è giusto che ognuno, al di là di qualunque preoccupazione altrui, segua principalmente chi/cosa vuole, con le eventuali conseguenze. Un saluto, grazie ancora!

  10. Gloria Miri

    Vi scrivo perché la lettura di questo articolo ha avuto un gran significato per me.
    E’ da un anno che conosco la realtà di questa modalità “sottile” di Swami di manifestarsi ai Suoi devoti tramite un Suo prescelto e non mento se affermo che la cosa mi lasciò alquanto scettica, perché spesso mi è capitato di avere a che fare, con devoti convinti che Baba parlava attraverso loro e Lui era ancora presente su questa Terra..
    Il motivo però che mi ha portata proprio a questo articolo è un’esperienza diretta.
    Da pochi giorni ho questa intima e profonda Inner View e non conoscendo le modalità della cosa mi sono anche chiesta : ma è possibile che mi sta proprio accadendo? Lo stupore è stato tanto.. e non conoscendo bene i motivi per cui Swami si manifesta così, l’ho interpretato come un atto d’Amore prima che “qualcosa” possa accadere o accadermi.. Mi venne in sogno nel 1995 e mi disse: Io sarò Sempre con te, te lo prometto!..Così ho pensato a quanto mi aveva detto in “sogno”.. In questi giorni ho avuto diverse volte questa esperienza. Proprio per saperne di più sono approdata qui.. Per me è una Relazione privata..un dialogo che nasce nell’anima e che può essere vissuto solo da chi l’esperisce e compreso nella totalità, solo dalla coscienza del devoto..al di là di tutti i ragionamenti razionali e non. Non m’interessa la vanità, la gratificazione, lo sto scrivendo e, potrei anche non essere creduta, giustamente, solo per far comprendere che sicuramente anche altri devoti hanno questa Grazia, ma rimangono nel silenzio.. Swami non mi parla, ma lo vedo e lo sento Presente “Entro me stessa”..mi ascolta quando gli parlo, mi guarda, annuisce o sorride.. Sono una persona assai equilibrata ed ho avuto diverse e forti esperienze spirituali che per anni non ho svelato a nessuno, ma questa esperienza mi sono sentita di condividerla con voi, solo per dirvi: Credete, Accade DAVVERO!
    Non mi sento investita di nulla, ma solo spronata a fare meglio..in silenzio, per il tempo che mi rimane.

    Che Dio ci benedica tutti..
    Om Sai Ram

  11. Vittorio Forte

    Non sono riuscito ad incontrare in vita Sathya Sai Baba , ma ne ho sempre sentito la sua vicinanza. Spero di poter baciare i piedi al suo ritorno come Prema Sai, ma ciò potrà verificarsi soltanto se Lui lo vorrà, visto che ho appena compiuti la bella età di settantasette anni. Om Sai Ram. vittorio.

  12. Vittorio Forte

    Non sono riuscito ad incontrare in vita Sathya Sai Baba , ma ne ho sempre sentito la sua vicinanza. Spero di poter baciare i piedi al suo ritorno come Prema Sai, ma ciò potrà verificarsi soltanto se Lui lo vorrà, visto che ho appena compiuti la bella età di settantasette anni. Om Sai Ram. vittorio.

    P.S. Questo commento l’ho scritto una volta soltanto, appare quantomeno strano che ve ne risultano due. Sai Ram.

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