Sono un mago nelle relazioni… o forse no?

Daria BonaciniEditoriali, RecensioniLascia un Commento

Se c’è una cosa di cui sono più che felice e più che soddisfatta, questa è certamente la mia relazione di coppia. Mi sono sposata tre anni fa, dopo una conoscenza abbastanza breve, ma devo dire molto intensa. La decisione di sposarci è stata presa molto naturalmente, come se tutti e due sentissimo già che quella era la nostra direzione. Quindi abbiamo intrapreso il nostro percorso di vita insieme, e piano piano, passo dopo passo, continuiamo a sostenerci a vicenda nei nostri rispettivi cammini che, a volte combaciano, altre sembrano allontanarsi, ma poi ritornano sempre verso il punto di unione, verso la coppia, verso noi due. Quando penso ai nostri percorsi mi viene sempre in mente l’immagine dell’infinito (avete presente? quella che sembra un otto rovesciato?). Ecco: la coppia è il punto d’unione al centro, noi due siamo come le due “pance” dell’otto, e siamo separati, divisi e diversi, ma allo stesso tempo siamo uniti, insieme complementari, in due siamo l’infinito, possiamo assaporare l’infinito.

Con ciò ovviamente non voglio dire che siano tutte rose e fiori, anzi… abbiamo passato tanti momenti di difficoltà, momenti in cui ci sentivamo lontani, o non riuscivamo a capirci. Con il tempo però stiamo imparando a capirci, a venirci incontro, ad aiutarci l’un l’altra a superare i nostri rispettivi limiti, sempre con l’obiettivo di crescere, sia come individui che come coppia. Quindi, in un modo o nell’altro, siamo sempre riusciti a ritrovare la strada di casa, a tornare su quel piccolo puntino dell’infinito che ci unisce e ci da’ forza.

Quando mi ritrovai tra le mani il libro di Giancarlo Tarozzi, devo ammettere che la primissima cosa che pensai fu: “Ma a me questo libro non serve! Io sto già vivendo una relazione felice e soddisfacente! (Vero). Io sono già in grado di padroneggiare la mia relazione! (Falso! C’è sempre da imparare, soprattutto in una relazione di coppia, dal momento che non si conosce mai l’altra persona fino in fondo)”. Non so perché ma istintivamente avevo associato la parola “relazioni” al rapporto di coppia, dimenticandomi di tutte le altre relazioni e gli altri rapporti che viviamo quotidianamente. Una volta iniziato a leggere il libro, mi resi immediatamente conto del mio errore di interpretazione, quindi, presa da una grande curiosità, continuai a scorrere le parole, le righe, le pagine, sempre più desiderosa di scoprire cosa ci fosse di nuovo da imparare. Nell’introduzione l’autore definisce così la relazione: “Un modo di rapportarsi con gli altri fluido, in continua trasformazione, capace di dare sempre qualcosa di nuovo ai partecipanti alla relazione stessa. Una relazione viva presuppone conoscere e sperimentare la tua individualità, la tua ricchezza personale, e partire da lì per andare incontro all’individualità ed alla ricchezza interiore di altri esseri umani, in un viaggio continuo di scoperta reciproca. Presuppone, quindi, la capacità di lasciarti alle spalle il bisogno di trovare negli altri quello che manca dentro di te.”

Già queste tre frasi mi aprivano un mondo.

1- “Un modo di rapportarsi con gli altri fluido, in continua trasformazione, capace di dare sempre qualcosa di nuovo ai partecipanti alla relazione stessa.”

La fluidità, la trasformazione, il cambiamento: fanno parte di noi, così come fanno parte di tutto ciò che ci circonda (la Natura, la Terra, l’Universo…). Eppure noi cerchiamo di evitarli, al pari di creature mostruose… ma più noi cerchiamo di crearci la nostra nicchia, la nostra isola felice, la nostra zona di comfort in cui tutto è previsto o prevedibile, più la vita ci mette di fronte ad imprevisti ed avvenimenti improvvisi che – per fortuna – ci portano costantemente a rivedere noi stessi e le nostre convinzioni. Noi non siamo monoliti, fissi nello stesso luogo, nella stessa posizione per tutta la vita (ma in realtà anche le pietre, le rocce, le montagne, come tutti sappiamo, si “muovono” e hanno la loro evoluzione, anche se noi non ce ne accorgiamo!). Siamo creature in costante trasformazione, a partire dal nostro corpo (nascita, crescita, maturità, vecchiaia), fino ad arrivare alla nostra mente, alle nostre emozioni, alla nostra anima. Accettare questo non può far altro che arricchirci e permetterci di vivere sia il rapporto con noi stessi che con gli altri in modo meno conflittuale e più proficuo, facendoci scoprire quotidianamente sia nuovi aspetti di noi che dell’altro. Non è forse più stimolante vivere rapporti costantemente in evoluzione piuttosto che sapere già cosa aspettarsi e lasciare che il copione si ripeta, giorno dopo giorno, immutabile? Stupiamo noi stessi e stupiamo chi ci sta vicino, godendo della ventata di freschezza che arriva così nella nostra vita!

2- “Una relazione viva presuppone conoscere e sperimentare la tua individualità, la tua ricchezza personale, e partire da lì per andare incontro all’individualità ed alla ricchezza interiore di altri esseri umani, in un viaggio continuo di scoperta reciproca.” Noi stessi non ci conosciamo, siamo degli sconosciuti a noi stessi! Ci sono lati di noi che non amiamo mostrare, perché non ci piacciono o perché abbiamo paura non possano piacere agli altri, ma ci sono anche tanti aspetti della nostra personalità che sono nascosti nel profondo, di cui nulla sappiamo e di cui ancora non abbiamo fatto esperienza. Chiaramente, vivendo rapporti sempre uguali a se stessi, immutati nel tempo, non abbiamo la possibilità di stimolare questi lati di noi ancora inesplorati, perché tendiamo a ripetere sempre gli stessi meccanismi, a mettere in atto sempre le stesse risposte di fronte a un certo tipo di situazioni. L’unico modo che abbiamo per conoscerci è di “metterci alla prova” in diversi contesti, in modo da trovarci di fronte ad azioni/reazioni nuove. Così potremo davvero sperimentare la nostra individualità e ricchezza personale, come dice l’autore, e allo stesso tempo permettere anche a chi ci sta vicino di conoscersi e vedersi sempre più in profondità. Non vi è mai capitato di pensare, di fronte ad una reazione “insolita” di una persona a voi molto intima: “Ma chi è davvero questa persona? Non avrei mai pensato che potesse dire o fare una cosa del genere…” A me è successo varie volte… e chissà quante altre persone hanno avuto lo stesso pensiero nei miei confronti! Spesso ci costruiamo un’immagine dell’altro che non lo “vede” realmente, ma è piuttosto una nostra rappresentazione di come noi vorremmo che fosse, di come noi ci aspettiamo che sia… E la cosa peggiore è che partendo da questa nostra costruzione, poi continuiamo in un processo tutto e solo nostro di creazione di aspettative, pretese, condizionamenti reciproci. Tutto questo non fa che allontanarci sempre più, impedendoci di “vederci” l’un l’altro veramente. Il primo passo dev’essere quello di esplorare le tue profondità… e questo

3- “Presuppone, quindi, la capacità di lasciarti alle spalle il bisogno di trovare negli altri quello che manca dentro di te.”

Colpita e affondata! Non credo siano necessarie molte spiegazioni, la frase è decisamente esplicita (e qui ho capito di avere un enorme bisogno di leggere questo libro…). Una relazione non può essere un riempimento di un vuoto che proviamo dentro di noi, una ricerca di una stampella su cui camminare per non accorgersi di essere zoppi. Se partiamo da un nostro bisogno, il rapporto nascerà già squilibrato in partenza. Se partiamo invece da una nostra consapevolezza, allora l’altro può diventare un prezioso aiuto e un gradito sostegno, senza creare dipendenza e attaccamento.

Ma ci sono buone notizie: tutti noi abbiamo il nostro “Potere Personale”, dobbiamo solo ritrovarlo e liberarci da tutti quei condizionamenti e quelle fissazioni che non ci permettono di entrare in contatto con la nostra vera essenza. Come fare? Se volete scoprire le tecniche per conquistare autostima, potere personale e libertà, Giancarlo Tarozzi ve lo racconta in questo preziosissimo viaggio. Io intanto vado a fare i suoi esercizi, ne ho davvero bisogno… :)

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