La PNEI clinica rappresenta nel momento attuale l’unica Medicina veramente olistica, essendo la sola disciplina medica in grado di considerare il corpo anatomico umano nella sua totalità e l’essere umano come l’unità di una trinità di corpo, anima e spirito, contribuendo in questo modo all’evoluzione non solo del pensiero medico, ma anche filosofico e teologico e realizzando così quell’unità del Sapere che né la Filosofia né la Teologia hanno saputo raggiungere. Ma sarebbe una ingenua illusione l’immaginare che la Scienza della PNEI sia stata accolta da tutti come vera. All’opposto nel suo divenire storico ha dovuto scontrarsi con gli infiniti pregiudizi di secoli, avendo trovato per questo il rifiuto sia da parte religiosa che scientifica e politica, come se il migliorare la salute delle persone non fosse più un obiettivo primario.
Il testo che viene proposto non rappresenta altro che la dimostrazione di come l’avvento della PNEI clinica, annunciato a Pontefici, Vescovi e personaggi politici e istituzionali, malgrado la sua efficacia scientificamente confermata, sia stata ostacolata ingiustamente da tutti, ma ciononostante abbia saputo resistere in forza delle sue Verità ed ora sia pronta ad ereditare il Futuro.
INDICE
Perché studiare la Storia della Medicina?
La genesi storica della Medicina prima della Grecia
Medicina egizia
La Medicina assiro-babilonese
La Medicina ebraica
Le Medicine dell’Oriente
La doppia origine della Medicina: da Ippocrate o da Parmenide?
La Medicina dell’antica Grecia
La Medicina greca del Periodo ellenico
Valori e limiti di Ippocrate quale padre della Medicina
La Medicina greca del Periodo ellenistico
Le due massime Medicine del Mondo antico: la Medicina essena e la Medicina etrusca
La Medicina dell’antica Roma
La Medicina di Galeno
Galeno quale sintesi fra Ippocrate e Aristotele e fra Parmenide e Ippocrate
Il cervello come archetipo da Galeno a Cartesio
La desolazione medica del Medioevo
La rinascita della Medicina nell’islam
Paracelso quale padre della moderna Medicina biochimica
La nascita del metodo scientifico con Cartesio dalla Magia dei Rosacroce
La divinizzazione della scienza del Positivismo e del Neopositivismo nel XIX e nel XX secolo
L’occulta morte della Scienza biologica per mano della Fenomenologia ebraica
L’Epistemologia della scienza e il valore scientifico della Statistica
Le profezie sulla Scienza
L’avvento della Rivoluzione psichedelica nella Scienza medica
La pineale da Galeno a Cartesio, sino alla Pnei quale pietra di scandalo della Medicina
L’evoluzione dalla psichedelia alla Scienza della Pnei Clinica
L’evoluzione dalla psichedelia alla Scienza dei Magi quale unità del Sapere
Il minimo comun denominatore di tutte le patologie umane sistemiche
La morte della Scienza medica d’Occidente
La rifondazione della Scienza nell’Amore di Cristo quale islam della Scienza
Il suicidio della Scienza medica d’Occidente
Il dono di una vecchiaia più umanamente serena
Biochimica dell’invecchiamento
La nuova Scienza medica quale unità del Sapere umano nella sola spiritualità dell’Amore
Scienza e spiritualità come i due mai Promessi Sposi
Premesse mentali
La genesi della Pnei Clinica
Il corpo umano come archetipo
L’Etica come menzogna
Rapporto epistolare con il magistero ecclesiale pontificale
Lettere col Magistero episcopale
Rifondazione spirituale del Comunismo
Comunicazioni epistolari con le autorità politiche
La risposta della stampa all’esordio della Pnei clinica
La genesi occulta della Pnei
Il tacito martirio della Pnei
Storia sintetica della Scienza medica
Il valore della sessualità nell’evoluzione della Pnei
La globalizzazione della Psichiatria
Dal passato al futuro della Scienza medica
LEGGI UN ESTRATTO DEL LIBRO
Introduzione
Fra le tante possibili “Storie”, vi è anche la Storia della Medicina, che dovrebbe essere intesa nel senso di Scienza medica come Storia, dal momento che la conoscenza e la comprensione delle diverse patologie non si è mai verificata in un solo attimo e nella sua totalità ma lentamente, nel divenire dei secoli, e al prezzo del sacrificio della propria vita da parte di uomini e donne che hanno saputo amare la Storia umana e il suo cammino verso la liberazione da ogni forma di Male, ancor più della loro stessa esistenza, non per ridurne la durata ma per renderla eterna nel ricordo delle generazioni future.
Ora, nel ricapitolare la Storia della Medicina, anche leggendo testi di appena una cinquantina di anni fa, tutti scritti da esperti storici della Medicina che hanno cercato di ricostruire la Storia del divenire Scienza dell’arte di guarire a partire dall’uomo delle caverne – con autori quali Nicola Latronico, nel suo saggio La Medicina degli Antichi – manca in tutti il riferimento alle due massime Medicine del Mondo antico, come attestato da autori sia greci che romani: quella essena e quella etrusca. Quella essena per il fatto che i manoscritti della sua Tradizione sono stati scoperti solo nel 1947 sulle sponde del Mar Morto, a Qumran, in giare nascoste in grotte, e quella etrusca per non aver saputo comprendere in loro l’anticipo della Psicanalisi sul ruolo centrale della sessualità nella vita dell’essere umano, secondo una perfetta parità sia edonistica sia spirituale dell’Uomo e della Donna.
Tutto questo dimostra quanto sia difficile realizzare una ricostruzione esatta della Storia del passato, dal momento che è sufficiente una nuova scoperta archeologica per imporre un cambiamento radicale nella ricostruzione dei fatti e delle vicende fondamentali del passato. Vi è invece accordo da parte della quasi totalità degli studiosi della Storia della Medicina nel ritenere che la Medicina stessa abbia la sua origine nel Pensiero magico, al punto che a mediare l’atto di guarigione erano i sacerdoti e gli stregoni, intendendo per “stregoni” l’equivalente per i piccoli centri abitati di quello che era il ruolo del sacerdote per i centri abitati più grandi. Ma, paradossalmente, anche riconoscendo questo, di fatto una buona parte degli storici della Medicina non considera proprio quelle due Medicine antiche che teorizzavano coscientemente le loro radici magico-animico-spirituali, preferenzialmente connesse alla dimensione spirituale – quella essena – e alla dimensione dell’Inconscio della psiche – quella etrusca – secondo una complementarietà pertanto oppositiva.
Comunque stiano le cose, la Storia della Medicina, come del resto la Storia di ogni altra realtà umana, è la Storia del passaggio dialettico del Pensiero magico in forma incosciente umana al Pensiero magico in forma cosciente attraverso la fase dell’antitesi, rappresentata sia dalla razionalità empirica sia dalla razionalità logica teorica, secondo pertanto una dialettica triadica, intuita e descritta per la prima volta in forma compiuta da Hegel, ma che non rappresenta, come creduto pressoché da tutti, il Pensiero stesso di Hegel bensì, come del resto affermato dallo stesso Hegel, la Fenomenologia dello Spirito, cioè il modo dello Spirito di manifestarsi nel Mondo.
Ora, per “Pensiero magico cosciente” si deve intendere un vissuto umano in grado di dischiudere la coscienza umana al Divino secondo, quindi, una percezione del Mondo che sia fondata sull’Amore quale unica realtà che possa conferire alla mente umana la percezione del Mondo come strutturato secondo archetipi. Parlando di Pensiero magico, la nostra mente non può non rivolgersi al ricordo del giovane Novalis, al secolo Friedrich von Hardenberg, morto alla precoce età di 29 anni, ma solo dopo aver teorizzato la percezione magica del Mondo, l’unica che sappia realmente trasfigurare la vita comune in una fiaba d’Amore. Certamente, la Storia non potrebbe essere mai percepita e vissuta come una fiaba se fosse solo una sequenza di guerre, che rappresentano di certo una sconfitta per tutti, per il semplice fatto che non si sarebbe mai dovuti arrivare, come scelta estrema, alla guerra, ma che è ancora più “sconfitta” per chi viene sconfitto dal momento che, anche dopo essere stata sconfitta, una nazione subisce ancora, per decenni, la sudditanza al vincitore sia nelle sue dinamiche politico-economiche sia in quelle culturali-filosofiche.
Ora, potendo essere la Storia quella di infinite realtà – la Storia dell’arte, delle scoperte di nuove terre, della politica, delle armi, delle religioni, delle mode in tema di abbigliamento, della cucina, della conquista dell’Universo e persino delle ceramiche – si tratta di identificare quale tipo di Storia possa essere la più rappresentativa di tutte. Ora, l’unico parametro che forse può accomunare davvero tutti gli esseri umani, l’unica realtà che tutti, uomini e donne, non possono che ritenere fondamentale come “Bene”, non può essere che quello della Santità e della Salute e, quindi, della Storia della Medicina. La Scienza medica esige a sua volta una conoscenza sintetica di ogni altro Sapere umano – dalla Filosofia all’Ecologia, alla Cosmologia, alla Psicologia, alla Biologia, alla Farmacologia, sino alla stessa Teologia – nella misura in cui, dopo esserci interrogati sulla origine e sul senso delle malattie, se non addirittura su quello della Morte, si venga a riflettere al di là del male provocato dalle malattie, sino a farci la suprema delle domande, quella sull’origine non soltanto di un singolo male particolare ma del Male in sé, una domanda cui l’Umanità non è ancora giunta a darsi una risposta reale, e non solo morale o illusionisticamente utopistica.
Pertanto, anche in considerazione dello stato attuale delle cose e della grave crisi che ha colpito ogni ambito del Sapere umano a partire dalla Filosofia, dopo aver rinunciato alla ricerca dell’unicità della Verità e potendo offrire alla razionalità umana null’altro più se non un “pensiero debole”, non è eccessivo affermare che una ritrovata unità del Sapere umano possa trarre origine proprio dalla Scienza medica e dalla sua Storia, riconoscendo in essa il configurarsi di quelle medesime domande che si sono posti altre tipologie di intellettuali e di sapienti, cioè filosofi, sociologi, psicologi e teologi. Puntualmente fallendo, però, in questo obiettivo, non avendo saputo pervenire alla rifondazione dell’unità del Sapere ma, all’opposto, avendolo ancora di più disperso e confuso in un labirinto di illusioni razionali.
Certamente, può sembrare strano e paradossale che una Scienza medica, ormai frammentata in infinite specializzazioni e super-specialità, possa portare all’unità del Sapere umano universale senza riuscire neppure a ritrovare l’unità in se stessa e di se stessa. Ma la paradossalità svanisce nel prendere atto che questa riunificazione del Sapere umano è già in atto, e questo proprio a partire dalla più recente delle specializzazioni mediche, la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (Pnei), la scienza che studia l’unità inseparabile tra i tre massimi sistemi integrativi della biologia umana: il sistema endocrino, il sistema nervoso e il sistema immunitario, con il sistema neuroendocrino rivolto a mediare innanzitutto la vita dell’Anima, e quello immunitario la vita dello Spirito, venendo in questo modo a riproporre la non ancora risolta questione, né a livello filosofico né a livello teologico, della differenza fra Anima e Spirito, problema solo in apparenza teorico ma, di fatto, il vero motivo del fallimento esistenziale della vita del singolo soggetto e di quello più universale della totalità della Storia, se per “Storia” intendiamo l’evoluzione biologico-spirituale del genere umano e in essa, e solo in essa, dell’evoluzione spirituale della singola persona. Del resto, era già stato preconizzato dal monaco russo Basilio di San Pietroburgo, circa trecento anni fa, che non da teologi o filosofi ma da uomini di Scienza sarebbe venuta la Rivoluzione spirituale del Mondo e, in esso, della Storia umana. […]
CHI SONO GLI AUTORI
Paolo Lissoni è considerato il pioniere della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia clinica (PNEI), in particolare in ambito oncologico.
Franco Rovelli è laureato in Scienze Biologiche e ha implementato il cartello delle diagnostiche Radioimmunologiche e della automazione in Immuno-Endocrinologia, rivelatesi negli anni sempre più indispensabili alla comprensione dei meccanismi alla base della PNEI.
Giusy Messina è laureata in Psicologia clinica e di comunità e svolge attività clinica e di ricerca nel campo della Psiconeuroendocrinoimmunolgia (PNEI), interessandosi in particolar modo delle relazioni fra quadro psichico e psiconeuroimmunologico dei pazienti oncologici.
Alejandra Monzon è socia fondatrice e presidente dell’Associazione PNEI clinica APS.
Andrea Sassola è biologo-fisiopatologo, chimico e tecnologo farmaceutico. Allievo di Paolo Lissoni, collabora con lui nella divulgazione e nella ricerca PNEI.